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F1 – Concomitanza F1 e Le Mans. Minardi “Non vedo problemi”

Appena abbiamo letto il Calendario 2016 della F1 deliberato durante l’ultimo Consiglio Mondiale dalla FIA, ci è saltato all’occhio una coincidenza incredibile. Il Gran Premio dell’Azerbaigian a Baku e la 24 ore di Le Mans, l’appuntamento più importante nel panorama endurance, nello stesso week-end (19 giugno).

Negli ultimi anni il World Endurance Championship, che include nel suo calendario la maratona francese, ha avuto un forte incremento di seguito, anche da parte dei piloti del Circus. Salutata la Red Bull e la F1, Mark Webber è sbarcato nel WEC sponda LMP1 con i colori Porsche per essere raggiunto, quest’anno, da Nico Hülkenberg, proprio in occasione della 24H. Il tedesco della Force India non solo ha partecipato, ma l’ha anche vinta incrementando notevolmente la sua immagine dentro e fuori dalla pista. In Formula 1, ad oggi, Nico non ha ancora avuto l’occasione di mettersi in mostra con una vettura da Top team, dopo l’esordio nel 2010 al volante della Williams. Ora Hülkenberg non avrà la possibilità di difendere il successo. Con un calendario così fitto, non sarebbe stato certamente facile incastrare tutti gli impegni.

E se col nuovo calendario, il buon direttore d’orchestra Mr. E, avesse voluto fare lo “sgambetto” impedendo ai suoi piloti di andare a correre nell’altra massima serie? A mettere il dubbio ci ha pensato Jenson Button, durante un’intervista concessa ad Auto Express “Ogni pilota pensa a Le Mans. E’ un grandissimo lavoro di squadra e vincerla rappresenta un risultato fantastico. Mi piace quello che ha fatto Bernie” commenta sarcastico il britannico “Ha appena messo in chiaro che i piloti di F1 non possono guidare macchine diverse da una Formula 1. Ho molti progetti per il futuro, che dovranno aspettare

Abbiamo voluto interpellare Gian Carlo Minardi che ai microfoni di www.minardi.it ha così commentato “Un calendario così lungo e impegnativo può facilmente avere delle concomitanze. Col fuso-orario le due gare non dovrebbero neanche sovrapporsi, pertanto non vedo problemi. Molte volte abbiamo corso in Canada nello stesso week-end della 24H

Il manager faentino non ha mai fatto segreto di non condividere l’idea che un pilota di F1 si impegni contemporaneamente in una gara rischiosa come la 24 ore di Le Mans “Detto questo, personalmente non ho mai dato il nulla osta ai miei piloti di prendere parte anche alla maratona francese, nonostante io abbia il massimo rispetto per questo bellissimo evento. Ritengo però che sia una gara che vada preparata diversamente da un Gp di F1. Pertanto 

non volevo prendere rischi, dietro ad ogni pilota ci sono investimenti importanti sia da parte del costruttore sia degli sponsor. Hülkenberg una eccezione, la maggior parte dei piloti ha un contratto che non gli permette di correre anche la 24 Ore

F1 – Minardi “Segnale positivo la collaborazione Mercedes-Manor”

A distanza di poche ore l’uno dall’altra, la McLaren ha confermato di proseguire la collaborazione con Jenson Button anche nel 2016 mentre la Mercedes fornirà i suoi 6 cilindri alla piccola Manor, che si tinge d’argento diventando sostanzialmente il Junior Team.

Un del colpo per la squadra di Banbury che, dopo aver rischiato il fallimento e di non esser presente in griglia di partenza, potrebbe fare un buon salto di qualità e abbandonare l’ultima posizione in classifica. La collaborazione con il team diretto da Toto Wolff, infatti, non dovrebbe riguardare solamente la fornitura delle Power-Unit, ma andare ben oltre. Ecco che Manor potrebbe diventare la “casa” di quei giovani piloti in orbita Mercedes, come Pascal Wehrlein, già terzo pilota e leader nel DTM dove corre proprio sotto le insegne della casa tedesca. Abbiamo quindi voluto sentire Gian Carlo Minardi, per capire meglio l’importanza di questa collaborazione.

Si delinea sempre più la strategia di Toto Wolff che sembra essere riuscito definitivamente ad evitare la fornitura delle P.U. alla Red Bull e ad impostare una prospettiva di collaborazione utile per la propria squadra. Questa nuova collaborazione tra Mercedes e Manor è un bel segnale per tutti i top team, in particolare Ferrari. Di fatto Manor diventa il Junior Team in cui far crescere i piloti in orbita Mercedes. In pratica quello che succede tra Red Bull Racing e Toro Rosso. Una collaborazione che permetterà alla piccola cenerentola di scalare la classifica” analizza il manager faentino al portale www.minardi.it “Una situazione che potrebbe creare dei problemi a qualche team non proprio abituato alle zone basse della classifica. La classifica attuale vede negli ultimi quattro posti Toro Rosso, Sauber, McLaren  ed appunto, Manor. L’anno prossimo, salvo un miracolo da parte dei giapponesi, si potrebbe assistere ad una  McLaren che combatte per non arrivare ultima!

F1 – Manor in orbita Mercedes nel 2016 con Wehrlein

E’ arrivata l’ufficializzazione proprio un’ora fa*. A partire dal 2016 la Manor abbandonerà i motori Ferrari per passare al 6 cilindri di Brixworth diventando di fatto un junior team della “Stella a tre punte”.

Stando così le cose sarebbe una bella boccata d’ossigeno per la squadra di Banbury, attualmente impegnata nel Mondiale con la vettura del 2014, modificata solamente in alcune componenti per adeguarsi ai regolamenti in corso.

Questa nuova collaborazione potrebbe aprire le porta ai giovani piloti già in orbita Mercedes come il tedesco Pascal Wehrlein, attuale leader in DTM davanti al nostro connazionale Mortara (Audi Sport).

Il secondo sedile potrebbe diventare una questione tra i due attuali piloti ufficiali Will Stevens e Alexander Rossi, con l’inserimento dell’indonesiano Rio Haryanto, supportato dalla compagnia petrolifera Pertamina. Dovrebbe restare quindi chiusa la porta del Circus per il neo campione della F3 Euro Series Felix Rosenqvist. Lo svedese, classe 1991, sostenuto dalla Mercedes potrebbe sbarcare nel GT, sponda DTM.

Nei giorni scorsi il team di Gene Haas ha presentato il suo primo pilota. Si tratta di Romain Grosjean che a fine stagione saluterà la Lotus dopo quattro anni. Si libera quindi il sedile a fianco di Pastor Maldonado, già riconfermato.  Questa mattina invece la McLaren-Honda ha confermato anche per la stagione 2016 Jenson Button. Il team di Woking ha fatto valere l’opzione sull’inglese che porterà a sette le stagione con McLaren.

* articolo aggiornato in seguito all’annuncio di Mercedes

PuzzleMotori – Red Bull tra Ferrari e Mercedes. Pericolo Honda

Più passa il tempo e più ingarbugliato è il nodo-motori in casa Red Bull, ma non solo. Alla fine di luglio il matrimonio tra Red Bull e Mercedes sembrava cosa fatta. Durante il Gran Premio d’Italia, a Monza, la Mercedes ha fatto un deciso passo indietro dichiarando, tramite il management del team tedesco, che non era loro intenzione fornire un team nato per vincere. Di contro si era fatta avanti la Ferrari, tramite il suo Presidente Sergio Marchionne. Dalle parole si è passato ai fatti con diverse riunioni per provare a raggiungere un accordo.

Oltre alla Red Bull, la Scuderia del Cavallino Rampante si troverebbe a fornire i suoi propulsori anche alla cugina Toro Rosso, dando il via ad un valzer non di poco conto di Power-Unit, oltre ad avere un buon ritorno economico. Non dimentichiamoci infatti che il regolamento permette, ad ogni motorista, di fornire al massimo quattro team e dal 2016 il nuovo team a “Stelle e strisce” Haas sarà dotato del cuore di Maranello. In questo “gioco pericoloso” a rimetterci potrebbe essere la Sauber, con la Manor in ottica Mercedes. Siamo arrivati alla fine di settembre e la situazione è ancora ferma. Le perplessità della Mercedes corrono anche tra i corridoi di Maranello.

Il regolamento parla chiaramente: tutti i team iscritti al Mondiale di F1 devono avere un motore. Se dovesse arrivare un “NO” anche da Maranello, qualcosa si muoverà dall’alto. Da buon maestro d’orchestra, Mr E. non starà certamente a guardare, anche perché non può permettersi di perdere due team del calibro di Red Bull Racing e Toro Rosso. L’unica cosa certa è che il prossimo anno RBR e TR non avranno le PU Renault.

Se aggiungiamo anche i guai in casa Lotus e McLaren, si capisce che si sta camminando sui carboni ardenti. La compagine di Enstone sta aspettando la Renault per provare a pianificare il futuro del team, che comunque in Giappone ha dato una bella prova di forza chiudendo la gara al settimo e ottavo posto con Grosjean e Maldonado.

Sul fronte McLaren-Honda la situazione non è da meno.  Il team di Ron Dennis sta pagando la forte debacle giapponese tra sponsor latitanti e altri pronti a fuggire. Il team-radio di Fernando Alonso durante il Gp a Suzuka, non giustificabile, è sinonimo di frustrazione. Per Honda è un momento molto difficile. Il divario tecnico nei confronti dei diretti avversari è enorme. Davanti a situazioni di questo genere i giapponesi si sono resi protagonisti di scelte drastiche. Ad oggi un futuro in Formula 1 oltre il 2016 è veramente difficile immaginarlo

Nei prossimi giorni qualcosa si muoverà di certo, anche perché ci sono due macchine da progettare.

F1 – Gp Giappone: IL PUNTO

Tutto è tornato nella routine. Dopo la parentesi negativa di Singapore, qui in Giappone la Mercedes ha mostrato nuovamente tutto il suo strapotere con un Hamilton imprendibile, che ha dimostrato alla concorrenza di avere le redini del gioco e di poter fare cosa vuole. Nico Rosberg, sbagliando la partenza, ha compromesso non solamente la sua gara, ma anche le sue chance iridate.

La W06 Hybrid è su un altro pianeta, al di la di qualche errore o problema. Dopo una vittoria, un terzo posto è sempre un “boccone” amaro, ma il terzo e quarto posto sono un buon bottino per la Ferrari. Vettel porta a casa il decimo podio stagionale su un tracciato difficile per la rossa, che consolida il suo secondo posto nel Mondiale Costruttori, ai danni di una Williams già orientata al 2016.

Un gran premio che comunque ci ha regalato dei bei duelli e sorpassi, come quello di Nico ai danni di Bottas o Verstappen sul compagno Sainz. Per fortuna la regia ha cambiato politica, dando molto spazio alle lotte di metà gruppo. Ancora una volta i due giovani “tori” hanno animato la corsa, regalando alla Toro Rosso tre punti importanti in ottica Campionato nonostante qualche errore, come nel caso di Sainz Jr all’ingresso della corsia box danneggiando la sua ala. Complimenti anche alla Force India e, soprattutto, alla Lotus. Il team diVijay Mallya, che ha confermato anche per la prossima stagione Hulkenberg e Perez, dimostra che il quinto posto nel mondiale è più che meritato. Molto bella la reazione della Lotus che saluta Suzuka col settimo e ottavo posto, nonostante i momenti difficili. Un premio per tutto lo staff che continua a lavorare nonostante la forte pressione. Speriamo che nei prossimi giorni arrivi l’annuncio del passaggio di proprietà.

Un pensiero anche sulla gara di Fernando Alonso. Certamente non condivido lo sfogo via radio dello spagnolo che non ha risparmiato critiche pesanti verso la sua McLaren-Honda, dopo l’ennesimo sorpasso subito. Posso capire però la sua frustrazione. Nonostante abbia lottato costantemente ha chiuso solamente in undicesima posizione, davanti al compagno fermo al sedicesimo posto. E’ un momento veramente difficile sia per lui, ma soprattutto per la Honda. Sono preoccupato di cosa possano fare i giapponesi davanti ad una situazione così critica. Il divario tecnico è importante e non si vedono miglioramenti sulla Power-Unit. Ad oggi non vedo per loro un futuro in Formula 1 oltre il 2016.

Il Circus però sta affrontando una situazione non facile. Alcune realtà stanno camminando sui carboni ardenti. Insieme alla Honda, le cui problematiche si riversano anche sulla componente economica del team, abbiamo una Red Bull (RBR e TR) senza un motore, oltre alla Lotus che aspetta con ansia la Renault. Il tempo stringe e questa settimana, stando alle indiscrezioni, dovrebbero sbloccarsi alcune situazioni complicate. Potrebbe esserci anche un ripensamento da parte della Mercedes nei confronti della Red Bull. Sta di fatto che c’è un regolamento che parla chiaro: ciascun team deve avere un motore. Vedremo nei prossimi giorni come si evolverà. Da ottimo maestro d’orchestra, Mr E. non starà a guardare.

F1 – Road to ….. Suzuka

Entriamo negli ultimi 6 gran premi della stagione, con ancora 150 punti a disposizione. Dopo la vittoria a Singapore targata Ferrari e Vettel, e il ritiro per problemi di Lewis Hamilton, tutti sognano l’impossibile.

Il Circus arriva in Giappone, a Suzuka. Circuito storico di vecchia concezione dove l’errore viene pagato pesantemente. I piloti dovranno dimenticarsi velocemente le lunghe, asfaltate e sicure vie di fuga alla “Tilke”.

Parliamo di una pista che ha scritto pagine importanti di questo sport, lungo, veloce e molto impegnativo, caratterizzato anche dalle avverse condizioni climatiche. Ovviamente la mente corre veloce ad un anno fa, a quel terribile incidente che ci ha poi strappato Jules Bianchi. Motori e gomme vengono notevolmente sollecitati creando maggiore incertezze, come il possibile ingresso della Safety-car

Sarà interessante vedere come sapranno reagire in casa Mercedes. La Ferrari, piano piano, sta rosicchiando punti importanti. Il passato ci insegna che la compagine tedesca, messa sotto pressione, non è poi così perfetta. La Williams credo abbia ormai la testa al 2016. Il terzo posto è per loro una certezza. Non penso che la Red Bull abbia la forza per recuperare l’attuale gap, così come la Lotus nei confronti della Force India. La Toro Rosso proverà invece ad infastidire proprio il team di Enstone coi suoi due giovani alfieri reduci da un bel week-end a Singapore, specialmente Verstappen protagonista di un buon recupero agevolato anche dalle due Safety car.

Sarà un appuntamento importante anche nel dietro le quinte con manovre pesanti per un futuro non così roseo. Abbiamo una Honda che, tra i tanti problemi, si preparare a fare gli onori di casa, una Red Bull senza motore e una Renault che deve decidere i suoi piani. In tutto questo il tempo scorre inesorabile.

Monica Zoli, made in Italy a Singapore: l’intervista

Dopo il successo della Ferrari e di Sebastian Vettel nella notte di Singapore, www.Minardi.it ha avuto il piacere di incontrare Monica Zoli, amministratore unico della DZ Engineering, la società del Gruppo Dino Zoli di Forlì responsabile dell’illuminazione, e non solo, del tracciato di Singapore. In pochi anni, grazie alla scenografia unica, il Marina Bay Street Circuit ha catturato l’attenzione dei tifosi e addetti ai lavori

Qual è il campo di azione della DZ Engineering durante il week end del Gran Premio di Singapore di F1?
Parliamo di un sistema integrato audio-video-luce dove la componente dell’illuminazione la fa da padrone del punto di vista scenografico.  Inoltre siamo di supporto alla Race Control Room attraverso i nostri sistemi di controllo-video. Monitorando con le nostre videocamere le aree di  tutto il circuito, i video sono a disposizione, ad esempio, per l’inchiesta legata all’invasione di pista

 

Quanti mesi dura il lavoro di montaggio e smontaggio?
Iniziamo il montaggio ad inizio Maggio, per concludere con il rimessaggio presso i magazzini della Singapore Gp a fine novembre. I lavori di smantellamento iniziano subito dopo la fine della corsa. Da quest’anno i nostri uffici si trovano nello stesso palazzo che ospita la Singapore Gp. Ci hanno voluto vicini (sorride Monica Zoli) per poter essere a portata di mano.

Quali sono i vostri programmi per i prossimi anni in F1
Il nostro obiettivo è di continuare a crescere. L’area asiatica è una zona molto sensibile al Motor-Sport. Il nostro principale obiettivo è il rinnovo del contratto con la Singapore Gp, la quale a sua volta ha iniziato le trattative per il prolungamento del suo contratto per il prossimo quinquennio (dal 2018 al 2022). Sul fronte della Formula 1 al momento non ci sono altre richieste a breve, anche se ci piacerebbe lavorare con Monza e Imola, il nostro circuito di casa. Sarebbe bellissimo se Imola riuscisse a riprendersi la F1

E negli altri campionati?
 Abbiamo iniziato a lavorare con la serie elettrica “Formula E” per l’EPrix malese a Putrajaya, e nel mese di agosto con Kuala Lumpur in occasione della prima edizione del KL City Grand Prix.  Trattandosi di un evento diurno il nostro impegno ha riguardato i sistemi TVCC, audio e di radiocomunicazione tra i marescialli in campo e la Centrale Operativa. Uscendo dalla quatto ruote, la DZ Engineering sta collaborando con il circuito di Sepang in vista della tappa mondiale della MotoGp, oltre che sul fronte degli Stadi.

Parlando di rinnovi contrattuali, avete incontrato Bernie Ecclestone?
In realtà il nostro rinnovo interessa in modo indiretto Mr. Ecclestone, poiché il nostro cliente è la Singapore Gp, il cui rapporto è veramente ottimo. C’è una stima reciproca molto forte che si è consolidata nel corso degli anni. Hanno saputo apprezzarci per la nostra versatilità e professionalità. Noi non possiamo che apprezzare loro.

Singapore, un appuntamento che è entrato nel cuore di tutti gli appassionati, proprio per la bellezza scenografica, apprezzata anche dai protagonisti: i piloti.
La città di Singapore vive intensamente il Gran Premio di Formula 1. Tutti gli anni volo a Singapore proprio in occasione di questo evento, e ogni volta tocco con mano questa sensazione. Inoltre ci sono tantissimi eventi collaterali che offrono un pacchetto di divertimento completo, dove la F1 è posta al centro. Personalmente il circuito è uno dei più belli, legato soprattutto alla spettacolarità scenografica grazie ad un’illuminazione brillante e costante su tutto il tracciato. Anche i piloti si sono detti entusiasti per il lavoro fatto.

Eppure qualche giornalista ha insinuato che qualche curva sia più buia delle altre
 Vorrei proprio sapere su quali basi sono fatte queste valutazioni. L’illuminazione è assolutamente regolare ed è dimostrato da rilevazioni tecniche sul campo e non da problemi di abbagliamento. A Brisighella, durante la consegna del Trofeo Bandini, ho avuto occasione di parlare con Davide Valsecchi, pilota e commentatore Sky, che ha corso proprio a Singapore. Ha dichiarato che è uno dei circuiti più belli in cui correre.

Se lo dice lui non posso che crederci.

Il vostro lavoro ha anche un impatto importante sul fronte sicurezza dei piloti e addetti ai lavori. Come si è evoluta la tecnologia in questi anni?
Abbiamo migliorato l’affidabilità e la capacità di illuminazione dei proiettori, la qualità dei generatori che arrivano dalla Turchia, oltre alle modalità di integrazione e la qualità delle immagini HD. E’ un lavoro continuo che segue anche l’evoluzione del tracciato. Ogni modifica è un’occasione per noi per proporre dei miglioramenti. Questa tecnologia diventa un punto di riferimento anche per gli altri tracciati.

Si è chiuso un week end sensazionale per il Made in Italy, grazie anche al successo della Ferrari
E’ stata una gioia vedere sventolare il tricolore. C’eravamo noi e la Ferrari. Una gioia immensa, come per tutti gli italiani, come hanno dimostrato gli ascolti del GP.

Sono quegli episodi che aiutano anche l’immagine della F1, come l’entusiasmo e la simpatia di Sebastian Vettel. E’ il collegamento tra i fans e la Ferrari

F1 – Gp Singapore: LE PAGELLE

Dopo la bella vittoria di Sebastian Vettel su Ferrari e la debacle della Mercedes, con Gian Carlo Minardi diamo i voti ai protagonisti

Sebastian Vettel – 10 il suo è stato un week-end assolutamente perfetto. Gli è mancato solamente il giro più veloce. Ancora più della gara, in qualifica è stato sensazionale. Il suo giro è da libidine. Enciclopedico. Da Manuale.

Daniel Ricciardo – 9 con una Red Bull non certamente perfetta, è stato in grado di compiere un bel salto in avanti, aiutato anche dalle gomme e dal layout del tracciato, non severo col suo motore.

Max Verstappne – 8,5 nonostante l’errore al via è stato in grado di recuperare, regalandoci ancora una volta dei bellissimi sorpassi.

Carlos Sainz Jr – 8 non c’è dubbio. Insieme al compagno sta dimostrando di meritarsi questa F1. Insieme a Max ha portato punti importanti alla Toro Rosso.

Daniil Kvyat – 7,5 molto bene il venerdì, buona la sua qualifica, mentre si è un po’ perso in gara anche se col sesto posto ha portato punti importanti alla Red Bull Racing. In classifica si è fatto sorpassare dal compagno.

Lewis Hamilton – 7 molto bene l’inglese soprattutto dopo il suo cambio gomme, quando ha tenuto il ritmo dei primi. Purtroppo è stato tradito dall’affidabilità della sua Mercedes.

Nico Rosberg – 7 grazie al ritiro di Hamilton ha guadagnato 11 punti in classifica. Un bel bottino in  un momento cruciale del campionato. Ha riaperto il campionato, anche se dovrà guardarsi le spalle da Vettel.

Valtteri Bottas e Sergio Perez – 7 rispettivamente al quinto e settimo posto. I portacolori di Williams e Force India hanno massimizzato il materiale a loro disposizione.

Alexander Rossi – 7 debuttare in un circuito impegnativo come quello di Singapore non è certamente cosa facile, ma l’americano di casa Manor ha dimostrato di poter far parte del mondiale.

Kimi Raikkonen – 6,5 ha fatto il suo compitino. Con la situazione di questo fine settimana, il terzo posto era il risultato minimo, e così è stato. Certamente il terzo posto rappresenta punti importarti e preziosi per la Ferrari in ottica del Mondiale Costruttori, ma ancora una volta il confronto col compagno è impietoso.

Fernando Alonso – 6 In qualifica è riuscito a mettere una pezza, mentre nulla ha potuto in gara contro l’inaffidabilità della sua McLaren e del motore Honda. I giapponesi meritano un’insufficienza grave.

Ferrari – 10 un risultato conquistato in pista. In queste condizioni la macchina si è dimostrata molto forte. Hanno fatto tutto bene, gestendo molto bene anche le ripartenze.

Red Bull Racing – 8 Un gran bel recupero, ma parliamo di un circuito “anomalo” in cui il motore non deve esprimersi al massimo. Come già successo in Ungheria, a bassi regimi il Renault rende meglio.

Mercedes 6- credo che questo week end possa restare solo una parentesi in una stagione interessante per loro. Certamente quando sono messi sotto pressione vanno in panico e qualche errore lo commettono.

F1 – Gp Singapore: IL PUNTO

Siamo passati dal podio di Monza alla pole position con vittoria di Singapore. Sebastian Vettel e la Ferrari mettono a segno un week end praticamente perfetto, condito anche dal terzo posto di Kimi Raikkonen. Al tedesco è mancato solamente il giro più veloce della gara, marchiato da Daniel Ricciardo, secondo al traguardo

Autore di un giro perfetto in qualifica, Sebastian ha fatto la sua gara a piacimento, spingendo al massimo e gestendo quando era necessario. Neanche le safety car (reali e virtuali) hanno rovinato la festa “rossa”. Ad ogni ripartenza è stato bravissimo e tenersi dietro l’ex-compagno di team, rispondendo agli attacchi dell’australiano mettendo tra la sua Ferrari e la Red Bull Racing un gap sicuro. Sul fronte SC ho trovato veramente assurda la decisione del Direttore di gara, in occasione dell’invasione di pista durata neanche 30”, di tenerla in pista addirittura per 5 giri. Sono quegli episodi che possono anche farti perdere la vittoria.  Terzo successo stagionale quindi per la Ferrari. Ad inizio anno l’obiettivo era di due sigilli. Week-end da dimenticare invece per la Mercedes e per i suoi alfieri Hamilton e Rosberg. Non sono mai stati della “partita”, una vera e propria novità da due anni da questa parte. Addirittura in qualifica si sono dovuti accomodare in terza fila. Ora diventa importante capire le motivazioni, poiché non è possibile un rovescio di questo tipo. Potrebbe essere un problema legato alle pressioni dei pneumatici o alle alte temperature. Dopo aver dominato in lungo e in largo fino ad oggi, Hamilton è stato costretto al ritiro per mancanza di potenza, con Nico quarto al traguardo. Grazie allo Zero del compagno, Rosberg ha ridotto leggermente il distacco in classifica (41 punti), ma dovrà guardarsi le spalle da Vettel (distaccato solo di 8 punti). Grazie al terzo posto del finlandese la Ferrari consolida il secondo posto tra i Costruttori, anche se Kimi è stato molto più lento del compagno e poco incisivo.

Come avevo pronosticato, in un circuito cittadino la Red Bull è risorta. Molto probabilmente la Power-Unit Renault a bassi regimi si difende molto bene, dando il meglio di se stessa. I problemi sorgono quando c’è bisogno della potenza massima come nei tracciati a basso carico. Un plauso anche alla Toro Rosso che è tornata in zona punti con tutti e due i piloti. Bravissimo Max Verstappen. Dopo l’errore al via ha recuperato fino all’ottava posizione facendoci divertire ancora una volta con dei bellissimi sorpassi. Sul finale non è riuscito a sopravanzare Perez. Bene anche Sainz Jr, nono davanti alla Sauber di Nasr.

F1 – PuzzeMotori – Gli scenari

Dal Salone di Francorforte Carlos Ghosn ha sancito la fine della collaborazione tra Renault e Red Bull. Dal 2016 il Costruttore francese non fornirà più le sue (discusse) Power-Unit. Il Presidente però non ha aggiunto altro sul futuro in Formula 1 della Renault “L’annuncio sul futuro della Renault è stato posticipato a dopo il Salone di Francoforte” dichiarava qualche giorno fa, alle colonne di ww.minardi.it, il manager Gian Carlo Minardi. Lotus che dovrebbe essere acquistata dalla Renault, pronta a rientrare con un suo team

Con la fine della partnership si aprono diversi scenari che caratterizzeranno certamente questo finale di stagione. Già durante il Gran Premio d’Italia a Monza il Presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, si era detto disponibile a fornire le Power-Unit di Maranello a Red Bull Racing e Toro Rosso, incontrandosi proprio con Helmut Marko e Christian Horner . La Scuderia del Cavallino Rampante ha di fatto superato la concorrenza della Mercedes, i cui colloqui con i vertici dei bibitari si sono interrotti sancendo di fatto una vittoria per Toto Wolff, che non aveva mai visto di buon occhio la fornitura ad un diretto concorrente al titolo.

Scenari che sembravano ormai definiti sono pronti a rimescolarsi. Ricordiamoci infatti, che secondo le attuali regole, ogni costruttore può fornire le sue Power-Unit solamente a quattro team. Non dimentichiamoci che il 2017 sarà oggetto di numerosi cambiamenti regolamentari. Andiamo con ordine.

POWER-UNIT FERRARI
Come sappiamo dal 2016 farà il suo ingresso il team Haas che avrà il supporto della Ferrari, attraverso i suoi propulsori. Il portfoglio di Maranello ad oggi include anche Sauber e Manor. Dovessero arrivare Red Bull Racing e Toro Rosso, il numero di forniture salirebbe addirittura a 6 (vietato dall’attuale regolamento)

POWER-UNIT MERCEDES
Da quello che si apprende la Manor sarebbe pronta a passare alla motorizzazione Mercedes, trasformandosi di fatto nel Junior Team tedesco. Si unirebbe quindi a Williams e Force India.

RENAULT
La Renault si è detta interessata a tornare in Formula 1 in prima persona, come Costruttore e non semplice fornitore di motore, attraverso l’acquisto della Lotus, in forte difficoltà economica. Ogni annuncio è stato posticipato a dopo il Salone di Francoforte.

 SAUBER
Stando così le cose, la Sauber sarebbe costretta a passare alla motorizzazione transalpina. Stando a quanto dichiarato da Ghosn, la Renault resterebbe in Formula 1 solamente come Costruttore senza fornire la PU ad ulteriori team. Questa decisione creerebbe un problema di non poco conto alla compagine svizzera.

Mercedes: Mercedes, Williams, Force India, Manor
Ferrari: Ferrari, Red Bull Racing, Toro Rosso, Haas
Renault: Renault, Sauber (?)
Honda: McLaren

F1, Gp d’Italia – PAGELLE: da 0 a 10

FIA – ZERO quanto successo a Monza nel post-bandiera a scacchi è veramente ridicolo. Non puoi tenere in suspense, per due ore e mezzo, tutto il paddock su un’ipotetica infrazione da parte della Mercedes, per poi chiudere il caso con un nulla di fatto, dichiarando che in futuro decideranno come comportarsi. Sono cose che in F1 non dovrebbero succedere, poiché sono un ulteriore segnale di disorientamento per i tifosi. Mancano regole fisse. Tutto è dettato dall’improvvisazione e dal caso. Non si può mettere in discussione in questo modo un risultato sportivo come quello messo a segno da Hamilton e dalla Mercedes. E’ arrivato  il momento che si organizzi uno staff tecnico e sportivo fisso, permanente, competente e a tempo pieno.  Mi ha lasciato perplesso che la comunicazione relativa l’investigazione sia stata data, durante la gara, solamente agli uomini di Toto Wolff, e non ai giornalisti. Non so se tale trattamento sia stato usato anche nei confronti di tutti gli altri team.

Una FIA scandalosa che si comporta non in modo equo anche nelle formula minori. L’esempio lampante l’ho vissuto proprio a Monza, in GP3 Series, quando la macchina del leader di classifica, Luca Ghiotto, è stata oggetto di numerosi controlli al limite della sopportabilità mettendo sotto pressione anche il pilota stesso. Controlli che non sono così assidui nei confronti dei suoi avversari che si giocano con lui il titoli. Guarda caso corrono con Art Gran Prix.

Lewis Hamilton – 10 non possiamo che riconfermarlo primo della classe. Ha saputo gestire la macchina a suo piacimento, girando castamente 5 dec più veloce di Vettel, aumentando il gap ad 1” (ovvero i distacchi registrati al venerdì) quando è arrivata l’enigmatica comunicazione del team. In aggiunta, da quanto mi hanno riferito, la Mercedes avrebbe terminato la corsa con ben 9 kg di benzina a bordo. Veramente notevole

Nico Rosberg – 8 veramente sfortunato. Capitano tutte a lui. Fine settimana condizionato dalla rottura della PU di nuova generazione, che lo ha costretto a correre con un’unità datata, con alle spalle oltre 4000 km. Nonostante questo era all’attacco del ferrarista, guadagnandogli 3-4 dec al giro

Sebastian Vettel  – 8 ha sfruttato al meglio il potenziale della sua Ferrari portandola al terzo posto in qualifica e chiudendo la corsa al secondo posto. Ha tirato al massimo resistendo agli attacchi di Rosberg

Felipe Massa – 8 ancora una volta ha chiuso davanti al suo compagno portando alla sua Williams punti importanti e sul podio. Un risultato prezioso anche per la sua classifica personale e per la propria immagine

Valtteri  Bottas – 7 con il suo quarto posto ha completato il bel week-end della Williams nonostante gli errori dei box, con soste più lente respetto gli altri.

Sergio Perez 7 – insieme a Nico Hulkenberg hanno portato la loro Force India nella top 10 consolidando il quinto posto tra i Costruttori. Punti che faranno la differenza a fine stagione

Daniel Ricciardo, Daniil Kvyat, Carlos Sainz Jr, Max Verstappen – 7 nonostante siano stati penalizzati dalla PU Renault partendo dal fondo, hanno saputo recuperare. Positivo l’ottavo posto di Ricciardo. Peccato per gli alfieri della Toro Rosso che non stanno raccogliendo quanto meritato. Certamente non sarà l’ultima volta che saranno penalizzati per il cambio dell’unità motrice. Mezzo punto in più lo meriterebbe Verstappen, l’unico a far vivere sorpassi di altri tempi. Il ragazzo cresce ed è maturo.

Marcus Ericsson  – 7 sta facendo vedere cose importanti. Spesso e volentieri si lascia alla spalle il compagno, Luiz Felipe Nasr, indubbiamente uno dei giovani più interessanti in proiezione futura. E’ la dimostrazione che non è un “fermo” e piano piano porta punti importanti alla Sauber.

Kimi Raikkonen – 6 gran tempo in qualifica. E’ la dimostrazione che quanto è “connesso” è un pilota che si fa dare del Lei. L’errore in partenza però è imperdonabile anche se poi si è reso protagonista di un bel recupero, figlio di sorpassi nei confronti di macchine decisamente meno performanti rispetto alla sua Ferrari. Potrebbe aver fatto cambiare le strategie del team. Potevano provare a “spremere” la Mercedes di Hamilton

F1, Gp d’Italia – IL PUNTO

Il velocissimo e impegnativo layout del tracciato di Monza ha messo in evidenza l’unico vero Tallone d’Achille di quel gioiello tecnologico qual è la Mercedes: l’affidabilità. Si è notato soprattutto osservando le diversità nelle tabelle dei tempi. Durante i long run del venerdì, la Ferrari pagava un dazio di 1-1,2” nei confronti dei tedeschi, sceso poi incredibilmente a 3 dec durante le qualifiche del sabato.

Nel frattempo abbiamo saputo che Nico Rosberg era stato costretto a qualificarsi con una Power-Unit datata, con alle spalle già 5 gran premi ed oltre 4000 km, causa un cedimento al super motor portato proprio per Monza. Questo ha obbligato anche Hamilton a girare in modalità più “soft”. Nonostante questa spada di Damocle, in gara Vettel pagava costantemente in ritardo di 5” al giro nei confronti del leader. Divario che poi è tornato ad oltre 1” proprio sul finale, quando gli ingegneri Mercedes hanno chiesto a Lewis di spingere.

L’errore allo start di Kimi Raikkonen, autore poi di una bellissima rimonta, mi fa pensare ad una modifica della strategia della “Rossa” che contava di poter mettere una maggiore pressione alle frecce d’argento. Un secondo posto certamente importante sia per la Ferrari che per i tifosi, che hanno festeggiato Hamilton-Vettel-Massa sotto il podio infiammando l’autodromo. Un podio che conferma Maranello come seconda forza del Mondiale, proprio davanti alla Williams che ha completato il podio con Felipe Massa, terzo davanti al compagno Bottas. Il brasiliano ha mostrato di che pasta è fatto.

Ritornano nella top 10 le Force India di Sergio Perez, in cerca della conferma, e del neo-confermato Nico Hulkenberg. Molto bravi anche i piloti della Toro Rosso, con Verstappen autore di bellissimi sorpassi. Purtroppo ancora una volta sono stati penalizzati dalla PU francese. Week-end da dimenticare invece per la Lotus, che continua a lottare in acque poco serene, anche se per i prossimi giorni sono attese comunicazioni importanti riguardanti il loro futuro.

Arriviamo però al “giallo” che sta avvolgendo la corsa. Sventolata la bandiera a scacchi, sono iniziate a circolare le voci di una possibile penalizzazione nei confronti della Mercedes, che non avrebbero rispettato la pressione delle gomme consigliata dalla Pirelli. Da qui si capisce il perchè dell’enigmatica comunicazione rivolta a Hamilton nelle fasi finali. Siamo davanti nuovamente ad un caso di F1-caos. Tanto per cambiare non si capisce nulla. Si parla di possibile penalizzazioni, ma su quali basi? La FIA dovrebbe dimostrare che l’uso di una pressione più bassa, rispetto a quanto indicato ai team da parte della Pirelli, avrebbe creato una situazione di Pericolo * ….

E’ stato un fine settimana anche ricco di riunioni, legate al futuro del Gran Premio d’Italia a Monza post-2016. Riunioni che fanno ben sperare sul rinnovo anche se parlare di percentuali di successo è un po’ prematuro. Per l’occasione oggi era presente in autodromo anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sono dell’idea che si debba difendere la tappa italiana, poiché non è solo un evento legato alla Regione Lombardia, ma un know-how di tutta l’Italia.

* Il caso “pressione-pneumatici” si è chiuso con un nulla di fatto. I commissari sportivi hanno confermato la vittoria di Lewis Hamilton e della Mercedes poiché ha rispettato le procedure

Ciao Justin

E’ con grande rammarico che ricordo Justin Wilson, il “Gigante Buono”. Un pilota veloce che ha iniziato l’avventura in F1 con la Minardi e si è poi distinto in più occasioni in Formula Indy.

Un pilota manager, il primo ad anticipare il crowdfunding nel Motorsport, era riuscito a creare attorno alla sua immagine simpatia e supporto alla carriera, purtroppo una tragica fatalità ci ha privato di uno dei “nostri ragazzi”.

Ciao Justin